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fonte: www.artcurel.it
Pensavo alle Tue dita sulla tela, rianimarsi come quelle di un pianista, immergersi e sporcarsi, fino a trascinare i colori. Alla Tua voce e ai discorsi sulla necessità dell’Arte di affermare positività, una sorta di pedagogia estetica, del tuo sforzo di dipingere, del quadro che ieri hai terminato nella notte.
E le mani anche se fredde si scaldano, sentono la temperatura che emana la tela e cercano di descriverla, estrarla dalla assurda e gelida silente acromaticità. Ed è per chi fa l'Arte l'esperienza più difficile e dolorosa.
Si può dire che l'Artista diviene una levatrice che estrae, come in un parto, una creatura: dalla tela affiora, alla realtà e al mondo, l'immagine. Come il dipanarsi fra e dalle nebbie di un’isola nella lunga valle umbratile e spettrale, una sorta di misterica e nuova arcadia, Avalon, fra le brume mattutine.